Ogni domanda è posta con la formula: “Cosa ne pensi?”
e ogni risposta viene data da Alessandro Iacoangeli, sulla base degli argomenti studiati.
Della relazione tra spiritualità interiore e le scelte pratiche che facciamo ogni giorno nella vita terrena?
La vita terrena è il teatro, la spiritualità è il regista. Senza spiritualità, reciti un copione scritto da altri. Quando invece inizi ad ascoltare l’anima, le tue scelte quotidiane smettono di essere reazioni meccaniche e diventano atti di coscienza. La vera evoluzione non avviene nel silenzio dei templi, ma nelle piccole decisioni di ogni giorno: come reagisci a un torto, come usi il tuo tempo, come tratti chi non può darti nulla in cambio.
Del fatto che molti separano la “ricerca spirituale” dalla vita materiale, come se fossero due strade distinte?
Separare spiritualità e materia è come pretendere di respirare solo con un polmone. La materia è lo strumento con cui lo spirito si fa esperienza. Se cerchi la luce ma rinneghi il corpo, rinneghi il laboratorio dove quella luce vuole manifestarsi. La via non è fuggire dal mondo, ma imparare a stare nel mondo senza appartenergli, portando presenza, consapevolezza e amore dentro le azioni più semplici.
Del ruolo dello Spirito Guida rispetto al nostro percorso evolutivo?
Lo Spirito Guida è il mentore dell’anima: non ti protegge dalle prove, ti prepara ad attraversarle. Non interviene per evitarti la sofferenza a ogni costo, ma affinché quella sofferenza non sia inutile. Parla attraverso intuizioni, sincronicità e incontri “casuali” che in realtà casuali non sono affatto. Il suo compito non è renderti la vita comoda, ma renderti cosciente.
Della funzione dell’Angelo Custode nella nostra vita quotidiana?
L’Angelo Custode è il guardiano della tua continuità. Se lo Spirito Guida ti insegna, l’Angelo Custode ti avvolge. Interviene quando stai per oltrepassare un limite che potrebbe interrompere prematuramente il tuo cammino o deviarlo irreparabilmente. A volte è un ritardo “fastidioso”, un imprevisto, un cambiamento di piano che ti salva da qualcosa che non vedrai mai.
Di ciò che accade alla coscienza nel momento del passaggio oltre la morte fisica?
La morte fisica è un cambio di stanza, non la fine della casa. Nel momento del passaggio, ciò che si dissolve è il ruolo, non l’attore. La coscienza si ritrova libera dal peso del corpo e rivede con estrema lucidità non quello che ha “subito”, ma ciò che ha generato negli altri. Lì comprendi quanto amore hai saputo trasmettere e dove, invece, hai lasciato debiti di cuore da risanare.
Del perché l’anima sceglie di reincarnarsi più volte?
L’anima si reincarna perché l’esperienza di una sola vita non basta a contenere tutte le sfumature dell’essere. In una vita impari il coraggio, in un’altra la compassione, in un’altra ancora la responsabilità. Ogni incarnazione è una diversa angolazione da cui guardi lo stesso Sole. Non è una punizione, ma una serie di opportunità: capitoli diversi dello stesso libro evolutivo.
Dell’importanza del non attaccamento al denaro nel cammino spirituale?
Il problema non è il denaro, ma la storia che gli fai raccontare. Se lo usi come misura del tuo valore, diventi schiavo del suo movimento. Il non attaccamento non significa rifiutare l’abbondanza, ma non confondere l’abbondanza con l’accumulo. Puoi gestire grandi risorse e restare libero, se dentro non hai bisogno di esse per sentirti “qualcuno”.
Del rischio che l’arricchirsi rapidamente possa danneggiare l’anima?
La ricchezza è un amplificatore: rende più visibile ciò che sei già. Se dentro hai paura, l’arricchimento la farà esplodere in controllo e ossessione. Se dentro hai generosità, l’abbondanza diventerà canale di servizio. Il vero pericolo non è avere molto, ma dimenticare perché lo stai avendo. Ogni euro che trattieni oltre il necessario chiede all’anima: “Perché mi tieni prigioniero?”
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